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  La Gastronomia a San Prospero  
 
La ricchezza delle materie prime, la naturale dimestichezza degli abitanti con la necessità del mangiare bene, la sapienza culinaria tramandata ancora dai genitori ai figli e la presenza di abili artigiani che perpetuano le ricette tradizionali fanno sì che l'impatto con la gastronomia sia naturale e appagante.
Non esistono specificità sanprosperesi: il territorio di riferimento va oltre i confini del territorio comunale, si espande in tutta la provincia trovando un naturale bacino nella "Padania".
Gli aspetti più caratteristici della nostra cucina sono la tradizione della pasta all'uovo tirata a mano da abili "rezdore" (casalinghe) proposta in mille forme e in mille condimenti, il sapiente recupero degli avanzi per i ripieni delle paste dolci e salate, la onnipresenza del maiale e l'arte della macellazione, della conservazione della carne e della preparazione dei rinomati e prelibati salumi, la produzione del miglior formaggio del mondo, il grana Parmigiano-Reggiano, la paziente e certosina cura di quel nettare che è l'aceto balsamico tradizionale di Modena, la ricca produzione delle migliori pere del mondo. Tutto ciò fa di San Prospero uno dei luoghi più interessanti della gastronomia padana. La presenza , inoltre, dei migliori "cru" del famoso lambrusco di Sorbara dà il senso della esauriente completezza dell'offerta enogastronomica.
Ovviamente durante l'anno si preparano tutte le minestre tipiche: tortelloni di zucca e di ricotta, lasagne, strichèt , tagliatelle. I salami vengono assaggiati non prima di tre mesi dalla "pcarìa" (macellazione del maiale), e poi, in successione la coppa, la pancetta e, dopo almeno 18 mesi, il prosciutto. Il modo migliore per gustare i nostri prelibati salumi è naturalmente con "al gnoc frit" (gnocco fritto), prelibato rombo di pasta fritto nello strutto bollente.
Importante e diffusa è la preparazione di tutta la gamma degli animali da cortile. Nel periodo di Natale la tradizione contadina ci tramanda, oltre alla più volte citata "pcarìa", tantissime preparazioni e dolci tipici ripieni di "savòr", il pane di natale bagnato con la "saba", la torta di tagliatelle sempre in compagnia del lambrusco di Sorbara (che va bevuto fresco), vino giovane, poco alcolico, frizzante e divertente: in una parola, moderno. Ricordiamo poi tutta la prelibata frutta della pianura: i meloni, le ciliegie, le pesche, gli ormai introvabili "marustican", le prugne, le cocomere, l'uva e le pere che, come dicevamo prima, sono ormai unanimemente riconosciute come le migliori pere del mondo.
(Liberamente tratto da Gastronomia a San Prospero di Volmer Fregni)
 
 
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