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Il Capoluogo |
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| Chiesa S.Prospero |
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Il nome del capoluogo si rifà alla primitiva chiesa dedicata a San Prospero già menzionata in un documento del 1067, ma, probabilmente, costruita nel 1017 all’epoca della bonifica del territorio compiuta dai monaci benedettini di Nonantola.
L’attuale edificio risale, però, al 1779, allorché l’antica cappella, ormai segnata da profondo degrado, fu ricostruita secondo il gusto rinascimentale.
Il capoluogo è attraversato dalla Strada Statale 12 che qui è tradizionalmente denominata Canaletto; la realizzazione di questo tratto risale probabilmente al ‘700 su un argine del canale Canaletto, corso d’acqua artificiale costruito nel 1300 che, dopo varie vicissitudini, alla fine del XVIII° secolo fu ridotto a condizione di fossato.
La costituzione del Comune di San Prospero risale al 4/12/1859, quando le autorità provinciali, impegnate a creare nuovi comuni nel territorio, affidarono alla villa di San Prospero la sede comunale ritenendo che ad essa spettasse il primato rispetto alle vicine San Martino, San Pietro in Elda, San Lorenzo, Staggia, sia per numero di abitanti che per centralità dell’ubicazione.
Il Municipio mutò in più occasioni la sua sede, finché, a seguito di un incendio che nel 1944 distrusse la sede situata nell’attuale Piazza Gramsci, fu edificata la sede attuale nel 1946.
A San Prospero vi sono alcune costruzioni d’interesse storico-artistico, quali: la Corte Tusini di via Pace; la Villa Bulgarelli e il Casino Torre situati in via Chiesa.
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Le Frazioni |
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| Chiesa S.Pietro in Elda |
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| I Torrioni |
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| Palazzo Giusti |
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Le vicende storiche di San Pietro in Elda sono spesso legate alla via Verdeta, che è senz'altro una delle più antiche strade del nostro territorio ed è stata la più importante via di comunicazione fino all'epoca di costruzione della strada del Canaletto.
La Verdeta inizia a Bastiglia come prosecuzione della strada di Albareto e passa i territori di Sorbara e San Pietro. Lungo la Verdeta sorgono diverse antiche costruzioni, di cui alcune di notevole valore tipologico e architettonico. Quasi di fronte all'incrocio fra le vie Verdeta e Padella possiamo osservare l'edificio Due Torri, più comunemente conosciuto come "I Torrioni". La costruzione, ora in stato di degrado, si trova all'incirca ad 1 chilometro dalla chiesa di San Pietro.
A poche centinaia di metri dai "Torrioni" vi è la corte Verdeta, un complesso rifatto nel sec. XVIII e composto da un corpo centrale dalla volumetria compatta e da un casamento di pregio architettonico. Nel '700 la corte era di proprietà del conte Gian Battista Munarini; passò poi al conte Camillo Munarini e quindi al duca di Modena Francesco IV, sotto il quale l'edificio si arricchì di preziosi rilievi grafici.
Di grande interesse storico-architettonico è poi anche il Palazzo Giusti, un tempo detto Castelvetro perché appartenuto alla nobile famiglia modenese Castelvetri.
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| Chiesa S.Lorenzo |
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| Corte Gasparini |
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Il più antico
documento che parla di San Lorenzo, che risale al 1026, dice che
la pieve di San Felice della Muzza aveva per confine a settentrione
la località La Pioppa, denominata di San Lorenzo per la
presenza di una parrocchia dedicata al Santo e che allora era anche
detta di San Lorenzo di Sorbara.
Nel periodo medioevale San Lorenzo faceva parte della Masseria
di Sorbara. In epoca successiva passò alle dipendenze
di Bastiglia; ma nel '500 tornò a far parte di Sorbara.
Nel peiodo napoleonico, San Lorenzo fu di nuovo aggregato
a Bastiglia, per poi diventare Villa del distretto inferiore
del Comune di Modena.
Il 2 febbraio del 1483 San Lorenzo fu teatro di un tragico
avvenimento: nel giorno della Madonna della Ciriola, al termine
della funzione religiosa, gli abitanti di Sozzigalli si accalcarono
su un barcone attrezzato per il trasporto della gente da
una parte all'altra del Secchia, ma questo a causa del sovraccarico
si rovesciò al centro del corso d'acqua. La sciagura
costò la vita a 56 persone.
Tra le costruzioni più antiche del territorio di San
Lorenzo, oltre al campanile risalente al 1090 e tuttora esistente
a poca distanza dalla chiesa che invece fu innalzata nel
1881, ricordiamo la casa Volta Tassoni datata 1769; non molto
lontano, nella zona centrale della campagna, è visibile
il cosiddetto "Tassone"; proseguendo poi in direzione
del Cristo di Sorbara possiamo infine osservare il casino
Salsi, notevole complesso dei secc. XVII - XVIII, formato
da dimora padronale, edificio rurale e oratorio dedicato
a San Geminiano. |
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| Corte Tusini |
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| Villa Bulgarelli |
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La più importante
strada di San Martino è la via Canalazzo che segue a nord
quello che era il corso dell'ex ramo del Secchia detto Canalazzo
(ora Canalino di Cavezzo) e che si immette sulla via Canaletto
in prossimità del vecchio caseggiato delle Tretorri, un
tempo adibito a stazione di posta.
Un'altra strada di rilievo è la via Bozzala, senz'altro una delle più antiche
del territorio, a ponente del Canaletto. Parlando di questa arteria è opportuno
ricordare la nota chiavica sulla strada medesima, che fu realizzata ai primi
del '500 che serviva per deviare le acque del Secchia e immetterle nel canale
Canaletto attraverso il corso del Canalazzo. Ancora nel '700 la chiavica serviva
per far confluire le acque del Secchia nel Canalino di San Felice. Ciò conferma
che un tempo il territorio di San Martino era in larga parte dominato dalle acque.
Nel 1859 il territorio di San Martino fu teatro di una singolare sommossa di
contadini a seguito dell'emanazione di un decreto sull'istruzione per il maneggio
delle armi dei giovani che, per la manipolazione delle notizie operata da ambienti
legati all'ex duca di Modena, fece diffondere la convinzione che tutti dovevano
entrare nell'esercito. La piccola sommossa fu sedata in poco tempo.
San Martino Secchia fece comunità a parte fino ai primi del sec. XVII.
Dopo il periodo napoleonico fece parte del Comune di Modena. Nel 1827 gli Estensi
deliberarono di dividere San Martino in due parti: quella al di là del
Secchia venne riconosciuta alla Comunità di Carpi; quella al di qua fu
aggregata a San Prospero, ma divenne frazione soltanto a partire dal 1880. |
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| Chiesa Staggia |
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| Casino Barbieri |
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Staggia si chiamava anticamente Staza, termine tuttora conservato nella lingua dialettale. Non si sa con esattezza quando Staggia assunse il nome attuale, anche se si ha ragione di credere che il termine Staggia si sia definitivamente affermato a partire dal '500.
L'abitato di Staggia è compreso fra due antiche strade: la via Bosco e la via Gallerana. La prima è la più importante arteria del luogo ed esiste dall'epoca di nascita della corte di Roncaglio. Parlando della storia antica di Staggia, bisogna menzionare la chiesa di San Michele, fatta innalzare in epoca longobarda (VIII sec. d.C.). La chiesa verso la fine del '400 si presentava in stato di degrado, l'edificio venne così sostituito dalla chiesa che nel frattempo era stata fatta edificare dalla famiglia Tosatti.
Dalla fine del 1800 e fino al 7 settembre del 1964 questo territorio fu attraversato dalla ferrovia Sassuolo-Mirandola, che aveva a Staggia l’unica stazione di tutto il Comune.
Numerose sono le costruzioni di pregio presenti sul territorio di Staggia quali: il Casino Barbieri, situato lungo il tratto di via Verdeta; la Corte Bocchi in via Chiesa; Villa Rizzatti, Villa Alessandrini, Casa Valisnieri e il Casino Zanfrognini ubicati in Via Bosco. |
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Stampa |
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